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Esistono molte Venezie adatte ad ogni stagione, ogni umore e ogni persona.

Venezia non è solamente Piazza San Marco, gondole e Ponte di Rialto. Esistono molte altre Venezie, adatte ad ogni stagione, ogni umore e ogni persona. Vi proponiamo alcuni itinerari non tradizionali, per poter così visitare Venezia e la sua laguna senza essere disturbati dalla ressa e dalla folla, e potendo godere pienamente di ogni sua bellezza.

Quando: primavera/estate
Come: in bicicletta ( davanti all’imbarcadero del Lido ci sono diversi noleggi di biciclette). 40 km a/r


In bicicletta, in compagnia o da soli, liberi di pedalare e immergersi in un paesaggio unico, cullati dall’atmosfera sospesa e multiforme. Potete partire dal Tronchetto, vicino al porto turistico di Venezia, e imbarcarvi direttamente con il Ferry Boat e le vostre biciclette a seguito. Una navigata di 30 minuti, passando davanti a Piazza San Marco, all’isola della Giudecca e ai famosi Giardini delle Biennale di Venezia, vi porterà al Lido. Un’isola stretta e lunga in cui l’eleganza dell’architettura liberty incontra la natura selvaggia della spiaggia degli Alberoni. Appena sbarcati potete gironzolare per gli eleganti negozi del centro storico e dirigervi verso i due Hotel simbolo dell’isola, Il Des Bains e l’Excelsior. Nella loro magnificenza vi riporteranno subito alle atmosfere d’inizio secolo scorso, quando il Lido era una delle mete marine predilette dal jazz set di tutto il mondo, e dove ancora oggi, a settembre, in occasione del Festival del Cinema si incontra tutto il mondo dello spettacolo che conta. Il giro prosegue poi verso sud, nell’unica strada principale che collega le due estremità dell’isola, raggiungendo Malamocco. L’antico centro storico, dove ancora oggi si respira un’atmosfera fuori dal tempo, con un campo (piazza) che ci riporta con la amente velocemente a Venezia. Qui, un tempo, c’era uno dei più importanti e principali centri cittadini di tutta la laguna. Poco più avanti comincia la spiaggia selvaggia degli Alberoni, appena dietro il Golf Club. Una distesa di sabbia e dune, con un piccolo chiosco dove riposarsi prima di prendere il collegamento con Pellestrina, un’altra isola, che dista solo un centinaio di metri.

A Pellestrina la musica cambia. Siamo di fronte ad un’isola ferma nel tempo. Una striscia lunga dieci chilometri e larga 300 metri in cui si susseguono piccole case colorate e molti, moltissimi pescherecci. Un’isola di pescatori silenziosi, che potrete trovare seduti sulla riva, ad aggiustare le reti mentre pensano a quale pesce far cucinare alle loro mogli. Proprio qui, nel versante est, un curioso sistema di correnti marine rende l’acqua particolarmente limpida e trasparente, in cui immergersi per una meritata pausa. In men che non si dica si è arrivati alla fine del giro. Ora non resta che tornare indietro e riassaporare quanto non si è riusciti a vedere.

Quando: tutto l’anno
Come: Raggiungibili in vaporetto. A Sant’Erasmo è consigliabile noleggiare delle biciclette


Come: Raggiungibili in vaporetto. A Sant’Erasmo è consigliabile noleggiare delle biciclette
Le isole della laguna sono magiche. Così vicine, così diverse. L’itinerario proposto lo si può percorrere in qualsiasi momento dell’anno, anche se maggio e settembre rappresentano probabilmente il momento migliore. Si parte da Burano, un’isoletta coloratissima, composta da piccole case ognuna delle quali di un colore diverso, per consentire ai marinai di riconoscere la propria casa da lontano, nelle giornate di nebbia. Passeggiare per le sue calli regala uniche emozioni, come il fermarsi a conversare con le anziane signore intente a preparare i famosissimi merletti buranesi. Pezzi unici, fatti a mano, preparati con certosina perizia. Parlando con loro sarà possibile scoprire la storia e i segreti di questa antica arte che nel tempo ha rischiato più volte di scomparire, ma che in realtà è sempre riuscita ad essere mantenuta in vita grazie ad associazioni locali e all’amore che le donne di Burano mettono in questa pratica. Ma Burano è nota anche per i suoi ristoranti e la sua cucina. E’ qui infatti che conviene pranzare, in uno dei suoi tanti locali dove assaporare la vera cucina veneziana. Dopo aver pranzato, Torcello vi sta aspettando. Un antichissimo insediamento, che in passato contava migliaia di abitanti e ora solo una quindicina. A Torcello si viene per visitare le sue bellezze architettoniche, come le due chiese di S. Maria Assunta e S. Fosca, tutt’ora visitate dai molti turisti in cerca delle origini della città. Un’isola in cui scoprire le origini di Venezia, dove non c’è quasi nulla, e proprio questo è il suo fascino. Come molto affascinante è Sant’Erasmo, isola seconda per dimensioni solo a Venezia, sconosciuta ai turisti, che rappresenta un unicum della laguna. Sant’Erasmo è infatti l’orto dei veneziani, un susseguirsi di campi coltivati a frutteti e verdura, dove si producono le famose castraure, i carciofi violetti ricercati da tutti gli chef che vogliono dedicarsi alla cucina veneziana. Qui, una sola strada fa da perimetro all’isola, dove si possono noleggiare alcune biciclette nell’unico B&B a pochi passi dalla fermata del vaporetto. Poche case, alcune fattorie, una chiesa e un cimitero danno l’impressione di essere in una terra dimenticata da Dio. Eppure c’è qualcuno che vi abita, e che non lascerebbe mai l’isola. Dalla calma e la tranquillità che emana, se ne può comprendere il motivo.

Il modo migliore per visitare Venezia è perdersi. Non seguire gli itinerari turistici, quelli che portano sempre e comunque a Piazza San Marco, passando per il ponte di Rialto. La Venezia dei veneziani è un’altra, molto facile da scoprire.


Ghetto Ebraico
Partiamo dalla stazione, perché vicinissimo, troviamo il Ghetto ebraico. E’ il più antico ghetto europeo, dove gli ebrei si sono trasferiti intorno al XVI secolo, e conserva vive le tradizioni ebraiche. Nel suo campo principale (una pizza, in veneziano campo), si possono notare gli alti palazzi con moltissime finestre, dove la comunità si è allargata dovendo comunque rimanere in una superficie definita. Ristoranti Kosher, musei di storia ebraica, botteghe di artigiani contornano questo campo dove la vita è sempre intensa. Non sarà difficile incrociare ragazzi ebrei con i costumi tradizionali e le basette che escono dalla Kippah, il cappello tradizionale ebraico, o vederli intenti a studiare la Torah in un circolo a loro riservato. Una parte di Venezia da non perdere, un ambiente tradizionale unico al mondo.

Castello, Giardini e Arsenale.
Dalla parte opposta di Venezia, oltre Piazza San Marco, c’è il sestiere del Castello, il secondo per popolazione della città. Non lontano dall’Arsenale, in questa parte della città il tempo scorre lento e i cittadini lo colgono senza fretta. Giardini, calli che somigliano a vere e proprie strade, bambini che giocano a pallone e molta poesia nell’aria. A Castello i turisti non si vedono granchè, ed è proprio qui che si possono gustare le prelibatezze della cucina veneziana senza spendere molto. Passeggiare per le sue vie regala sensazioni difficili a descriversi. Tra un palazzo e l’altro sono appesi fili per stendere le lenzuola che colorano la strada, da una finestra può uscire una musica degli anni 30’ e di negozi che vendono maschere per turisti nemmeno l’ombra. L’ombra veneziana (il bicchiere di vino), quella sì, la su può trovare in uno dei tanti e sinceri bar presenti nel sestiere. Qui vicino, a pochi minuti di cammino, non possono risultare inesplorati i Giardini, un altro luogo che, insieme all’Arsenale, fanno l’identità di questa parte di Venezia. Spazi aperti, veneziani che pescano o fanno jogging, bambini che giocano e, soprattutto, la possibilità (tra settembre e novembre) di visitare La Biennale d’arte, una delle più importanti rassegne artistiche del mondo, dove potersi confrontare e lasciarsi aggiornare dall’arte contemporanea. Infine, non possiamo scordarci dell’Arsenale. Quella che era la più grande e antica fabbrica del mondo è stata oggi trasformato in spazio per l’arte, la musica e la tecnologia. Una grande area della città , che fu il cuore dell’industria navale veneziana a partire dal XII secolo, legato al periodo più florido della vita della Serenissima. Qui, grazie alle imponenti navi costruite, si gettarono le basi per contrastare i Turchi nel Mar Egeo, e a conquistare le rotte del nord Europa, assicurandosi un importante primato nella gestione delle rotte commerciali.

La Salute e Punta della Dogana
In pieno centro, a pochi passi da quella Venezia che sempre pullula, dove non c’è distinzione tra mattino, pomeriggio e sera, c’è una delle zone più eleganti ma allo stesso tempo inesplorate della città. Siamo vicino a Punta della Dogana, davanti alla Chiesa della Salute, massima espressione dell’architettura Barocca veneziana, eretta come ringraziamento alla Madonna per aver liberato la città dalla peste del 1630. Da qui parte un itinerario che arriva fino al ponte dell’Accademia e alle Zattere ( davanti al Canale della Giudecca), dove si possono incontrare esempi di rara eleganza. Palazzetti con sorprendenti giardini, piccoli ristoranti mai rumorosi, gallerie d’arte sorte grazie alla vicinanza di un altro angolo magico, la Peggy Guggenheim Collection, dove si raccoglie la collezione d’arte di Peggy Guggenheim (1898–1979), ex-moglie dell’artista Max Ernst e nipote del magnate Solomon R. Guggenheim. Nonostante l’adiacenza al Canal Grande, principale crocevia di movimento e passaggio a Venezia, la calma e l’eleganza sembra propendere e accompagnare chi lo desidera in un tour artistico di elevatissima concentrazione.