Le isole

Doge Sviluppo - Le isole

Venezia non è solo Venezia, perché le isole che la circondano sono altrettanto magiche.

Da un lato mare, dall’altro laguna. Calma, lentezza e passato del panorama lagunare contrastano con il movimento, la forza e il colore del mare. Il lido è l’isola dell’estate, ma anche la spiaggia preferita dei veneziani che, a pochi minuti di vaporetto, possono abbandonarsi in spiaggia e godere di un sole con particolari proprietà abbronzanti. Un’isola stretta e lunga, nata per proteggere Venezia dalle maree, che dalla fine dell’800’ ha trovato una nuova vita grazie allo sviluppo dell’idea di vacanza. Divisa in tre parti, come ognuna delle sue anime, vede convivere situazioni e atmosfere molto diverse. L’elegante Lido, caratterizzato dalle sue villette Liberty, che da giugno comincia a riempirsi di bagnanti in vacanza, o di pendolari veneziani, amanti di quel clima chic che mai stanca, e che a settembre si apre al mondo grazie al famoso festival del cinema, evento immancabile a cui partecipano le stelle del jazz set cinematografico e che riportano il Lido ad una visibilità internazionale. La storica Malamocco, antica città ducale in cui si insediarono i primi profughi in fuga dalle invasioni barbariche che colpivano il territorio continentale veneto, con la sua piazza e i suoi antichi palazzi, segnati da un gioco di canali che ne dipinge il territorio. O la selvatica Alberoni, dal paesaggio caratterizzato da alte dune sabbiose che fanno parte di un’oasi protetta del WWF, dove la spiaggia libera e il mare cristallino dialogano con un campo da golf a 18 buche del 1930, in cui i percorsi di gioco si alternano ad aree boschive. Un’isola in cui si può sbarcare con l’auto, anche se il mezzo più adatto per scoprirla è senz’altro la bicicletta, che si può eventualmente noleggiare.

Un’isola fuori dal tempo, lunga dieci chilometri e stretta 300 metri nel punto più largo, disseminata di piccole casette colorate che riprendono nel loro avvicendarsi l’idea delle calli e dei campi veneziani. Poco conosciuta e frequentata, ha due anime: un che dà sulla laguna, dove stazionano i pescherecci che sfamano la popolazione dell’isola e si affacciano verso i vicini colli euganei di cui si scorge il profilo, l’altra sul mare, ma protetta dai murazzi, barriere artificiali di cemento che proteggono la cittadinanza dalle mareggiate e l’intera Venezia dalle maree. Un’isola unica, dove non esistono alberghi e i ristoranti si contano sulle dita di una sola mano, dove si può camminare per chilometri sulla spiaggia senza incontrare nessuno anche in pieno agosto, dove non esiste la movida e il passatempo più diffuso è cercare vongole sul bagnasciuga. Un’isola in cui le auto possono circolare, anche se è molto complesso portarle, collegata a Chioggia e al Lido grazie al vaporetto di linea, ma dalle quali è bene starsene lontani. Una bicicletta e le nostre gambe sono sicuramente il mezzo ideale per scoprirla.

L’origine del suo nome è oscura come la sua storia. Fu da sempre una delle prime isole popolate del territorio Veneziano, posta proprio di fronte alla sua riva, e raggiungibile attraversando il canale della Giudecca. Un’isola di cui ci sono molte leggende che ne vogliono spiegare l’origine. Secondo alcuni fu il primo ghetto ebraico, per altri deriverebbe dall’antico nome zudegà (in veneziano antico “giudicato”), per altri ancora sarebbe da collegare alla presenza di piante e sterpaglie particolari. Di certo c’è che negli anni la sua fama è cambiata, passando da luogo malfamato a zona dormitorio, fino all’ultima rinascita. Da una decina d’anni infatti la Giudecca è considerata una delle zone più autentiche e trendy dove vivere a Venezia, scelta da artisti da tutto il mondo che hanno qui aperto i loro laboratori, pronta ad ospitare, nella magica notte del Redentore, la più grande e spettacolare festa che Venezia conosca e che ogni anno si celebra il terzo sabato del mese di luglio.

E’ una delle più popolose isole della Laguna, nota in tutto il mondo per la produzione e lavorazione del vetro artistico, al punto da diventare riferimento assoluto per questo delicato materiale. E’ composta come Venezia da più isole collegate da ponti, ed esiste fin dall’800 d.c, anche se la sua storia cambia profondamente nel 1295. In quell’anno, infatti, una legge vietò l’attività delle fornaci a Venezia, per il pericolo degli incendi difficilmente domabili, e ne impose il trasferimento a Murano. Per secoli fu un’isola laboratorio, in cui i vetrai arrivavano al mattino per tornarsene a Venezia la sera, lasciando Murano nel più assoluto silenzio. Ancora oggi le sue vetrerie sono attive e oltre a produrre pregevole vetro ospitano turisti e viaggiatori che possono assistere alla lavorazione da parte dei mastri vetrai.

Tra Venezia e Murano, San Michele è il cimitero monumentale di Venezia, dove sono sepolte le sue più grandi personalità. Costruito nel 1807 come conseguenza dell’editto Napoleonico di Saint Cloud che vietava la sepoltura all’interno dei confini cittadini, è un luogo molto frequentato dai turisti, che lo apprezzano per i suoi viali alberati, l’architettura delle tombe e l’atmosfera preromantica che si respira all’interno.

Inimitabile e inconfondibile. Burano è unica come unici sono i suoi abitanti, che nella carta d’identità presentano oltre al nome e cognome un soprannome utile per identificarli. Burano è l’isola dei colori che si avvicendano nelle sue case, dipinte ognuna con un colore diverso dall’altra, in grado di offrire una sensazione riposante e allegra al tempo stesso. Si dice che il tutto sia partito da marinai buranesi, che per ritrovare la propria caa nelle giornate di nebbia le dipinsero con colori sgargianti. Ma Burano è famosa anche per i suoi dolci e i suoi merletti, realizzati sapientemente dalle mani delle donne buranesi, custodi di un’antichissima tradizione ancora viva e ricercata, che ha portato il merletto buranese ad essere scelto da regine e principesse di tutto il mondo.

Molto vicina a Burano, è uno dei più antichi insediamenti della laguna, un tempo ponte del commercio veneziano in Adriatico. Tra quelle della laguna è un’isola di medie dimensioni, in gran parte occupata dalla natura che ancora ospita l’inestimabile patrimonio archeologico. Da migliaia di abitanti del passato, ai soli 15 residenti attuali, Torcello rappresenta una meta importante per conoscere la storia di Venezia attraverso reperti archeologici e monumenti come la Chiesa di S. Maria Assunta e S. Fosca, tutt’ora visitati dai molti turisti in cerca delle origini della città.

Piccola ed elegante, appare come un bosco in mezzo al mare. Oggi ospita un convento fondato da San Francesco, dove è possibile passare qualche giorno in assoluta tranquillità. Raggiungibile solo con mezzi privati, è il luogo ideale per ritrovare se stessi circondati da una natura magnifica e altrettanto rara, un esempio unico di isola boschiva all’interno della Laguna.

La più grande tra le isole dopo Venezia, affascina per la sua natura rurale. Chiamata anche “l’orto di Venezia”, grazie al suo terreno fertile e sabbioso fornisce quotidianamente la città delle sue verdure. Un’isola con poche case e molti campi, da girare in bicicletta nel silenzio della sua tranquillità, magari a maggio o settembre, quando feste popolari celebrano i suoi prodotti come il carciofo o il vino Torbolino.

Sono più di 50, precisamente 59, le isole della Laguna di Venezia. Isole di diversa ampiezza e dimensione, popolate o disabitate, con funzione agricola o turistica. Alcune isole sono chiamate batterie, isole fortificate erette a scopo militare,  che fanno parte del sistema difensivo progettato dalla Repubblica di Venezia per difendere e prevenire gli attacchi verso la città. Non tutte le isole sono raggiungibili via mare con il sistema di trasporto urbano (vaporetti), perché in alcuni casi le isole ospitano conventi e monasteri volutamente isolati dal resto del mondo, e che l’atmosfera della Laguna contribuisce a mantenere inalterate nel tempo. Sono questi i posti ideali per chi cerca tranquillità e meditazione.